• Aprile 11, 2021

La mia prima One Night Stand.

DiClass Alfa

Feb 4, 2021

Sesso al primo appuntamento.

«21.30.

G. non è ancora arrivata. Aspetto dai, i kilometri fatti fin qui non sono pochi. In fin dei conti aspetto solo da un’ora, qui fan tutte così.»

Questo mi dicevo circa un anno fa.

Era il 17 gennaio 2020, e mi ero rifatto la faccia da pochi mesi. Avevo già portato a casa la prima scopata free, e tecnicamente ero fidanzato, ma la persona con cui stavo, quella della scopata, mi confermava ogni giorno con il suo comportamento che non saremmo andati lontano, e così sarebbe stato. Ma torniamo a noi.

In quel periodo stavo provando per l’ennesima volta i siti di dating, ma questa volta era diverso. Collezionavo numeri in quantità, e per la prima volta tra le “candidate” a farsi deflorare gli sfinteri comparivano ragazze normopeso. Negli anni da cesso infatti mi ero nutrito, pur di sopravvivere, di obese. Nei periodi più bui ero anche arrivato a farmi solleticare oralmente il fringuello da un travestito. Ricordi lontani ormai.

Come dicevo, su Tinder e Badoo iniziavo a riscuotere un certo successo e volevo consacrare il nuovo anno con una nuova avventura, magari cambiare fidanzata. Volevo mettermi alla prova.

Così decisi di uscire con quella che mi sembrava più disponibile, e anche più carina. Una mulatta di 27 anni con tre figli, alta, riccia e con il culo sporgente, ma per nulla sovrappeso. Anzi dalle foto pareva muscolosetta.

Il giorno dell’appuntamento mi fiondai a 50km da casa solo per giocarmi la possibilità di conoscere una nuova tipa, senza grosse pretese. «Vediamo come va, magari la rivedo.»

L’appuntamento era ad una fermata della metro.

Dopo un’ora d’attesa eccola finalmente scendere da un taxi, con i capelli ancora umidi dalla doccia. Le faccio un segno e mi raggiunge, sorridendo. Mi sorride continuamente. Ha un sorrisino ebete incontenibile che non avevo mai visto prima in una donna. Le piaccio, e in modo genuino. Saliamo in macchina e iniziamo a girare, un po’ ad intuito. Poi mi fermo casualmente in una filiale del fast food Carl’s Junior. Ci prendiamo un tavolo, ,e senza colpo ferire investo i primi soldi nella cena.  Mi diverte il fatto di averla portata in un fast food, mi fa sentire irriverente. Parliamo un po’ di tutto e finiamo di cenare. Lei, come da tradizione locale, lascia un buon 50% del cibo sul tavolo, ma non fa nulla, per ‘sta volta non mi scandalizzo.

Torniamo in macchina e riprendo a guidare. Non so dove andare, ma poi passiamo vicino a un locale dove avevo consegnato dei vini. Si chiama La Cata. Ci sediamo e beviamo due bicchieri di Malbec Argentino, una merda. Poi lei tira fuori il cellulare per fare delle foto. La troia vuole avere un ricordo di me, stento a crederci, ma continuo a recitare il mio ruolo di piacione, e questa volta mi ci trovo proprio a mio agio. Poi mi dice: «E come mai non hai la ragazza? Sei figo e simpatico, non ti manca niente.» In quel momento anni di sofferenze e umiliazioni gratuite da parte delle donne vengono in qualche modo cancellate. Mi sento gasatissimo per quel complimento così spontaneo e sincero da una tipa che mi piace davvero. Continuiamo a parlare, ma in nessun caso vedo in lei un interesse profondo, la conoscenza si mantiene molto superficiale.

Dopo una mezz’ora, alticci, torniamo in macchina. Spendo due parole e poi la bacio. Lei risponde bene, e poi mi sorride, «Hai visto cosa hai fatto?» «no» le rispondo. «Cosa ti ho fatto?» le chiedo. «Non lo so, ma per colpa tua ora mi sento tutta strana!». Cazzo, ci manca solo che mi dica di tirarlo fuori. «Sarà colpa del vino» le dico, e poi scendo di corsa per ritirare qualche contante dal bancomat che vedo di fronte alla mia macchina.

Torno e le dico: «Dove andiamo?»

«Dove vuoi tu» mi risponde rossa in viso.

Con questa frase si mette nelle mie mani, mi fa capire che posso osare. E oso. La porto in un motel e andiamo in camera.

Sono un po’ agitato, non perchè sia la prima volta in assoluto, ma perchè è la prima volta che porto una sconosciuta in albergo, abituato a sudarmi ogni bacio. Ma stasera è diverso. Con grande disinvoltura ci alterniamo alla doccia, e siamo subito a letto, pronti a chiavare.

La bacio. Poi le strizzo un po’ le tette e vado subito alla figa. La lecco un po’, ma il suo sapore non mi piace. Noto che è bagnata. La penetro, fino in fondo.

Scopo come un ossesso. Scopo come se fosse la prima volta. Scopo come se fosse anche l’ultima. Scopo con talmente tanta voglia che vengo in 5 minuti, con lei che si contorce e fa versi strani. Le sborro in figa, copiosamente, senza goldone. Stremato, mi avvinghio a quella nobildonna appena conosciuta, e respiro. Ce l’ho fatta.

Passano pochi minuti e mi tocco il cazzo, è rimasto mezzo duro, e anzi, sembra dirmi di aver ancora voglia. Tocco la figa della mulatta, e il misto di sborra e umori che sento con le dita mi fa eccitare di colpo. La ripenetro, questa volta con più calma, e la scopo per una quindicina di minuti, facendola venire (credo).

Insomma, le sborro in figa a pelle due volte nel giro di mezz’ora. Brutale. Quella troia si era fatta schiumare la figa da uno sconosciuto, ma quello sconosciuto ero Io. Di colpo sento che anche quel poco di conservatore che è in me muore. È molto più facile inneggiare alla castità quando non vedi figa, ma quando scopi free con facilità tutto ti sembra più leggero, meno grave. Si diventà un po’ liberali, oltre che libertini.

Dopo il doppio colpo stiamo a letto per una mezz’ora, e usciamo. La porto a casa con la figa gocciolante di sborra. Non mi sembra vero, che sogno!

Arriviamo e scende, liquidandomi con un bacetto sulla guancia e un «ciao»

Inizio la traversata verso casa, in stato evidentemente alterato. Sono letteralmente fuori controllo, su di giri, mi sembra di aver assunto 4 grammi di cocaina pura. Imbocco la superstrada e guidando a circa 120km orari estraggo la testa e mezzo busto dal finestrino, iniziando a bestemmiare. Vomito bestemmie in sequenza urlando a squarcia gola. «PORCODIO!!!» «PORCODIO!!!» »PORCODIO!!!»

Ripeto “Porcodio” almeno quindici volte. Non mi sembra vero. La velocità e il vento sulla faccia mi esaltano ancora di più. Per fortuna nessuno mi vede.

Arrivo a casa alle 4 del mattino, ma prendo sonno solo alle 6. La giornata è troppo importante per farla finire in fretta.

Il giorno dopo mi risveglio ancora esaltato, e sereno. Nessun messaggio da lei. Niente. Non ci siamo più visti o sentiti, non ha reclamato nulla, voleva solo scopare.

Mi resta il bel ricordo, la frase dettami dopo aver scopato «…grazie per avermi fatto rilassare…», e il numero di ‘sta pazza in rubrica.

Questa esperienza è stata sicuramente una delle più importanti che abbia avuto fin’ora con le donne perchè mi ha conferito per la prima volta la validazione assoluta dell’essere visto semplicemente come qualcuno con cui scopare, per il solo piacere di farlo, senza nulla in cambio.

Class Alfa

Appassionato di miglioramento personale. Esperto di chirurgia plastica e maxillofacciale, sociologia e gestione di micro impresa.

9 commenti su “La mia prima One Night Stand.”
  1. Mi hai strappato una risata vera con questo articolo. Ho riso di gusto alla scena delle bestemmie, perchè mi ci sono immedesimato, dato che mi è successa la stessa cosa. Fantastico e viva le bestemmie!

  2. Welcome to the world of AIDS. Senza goldone, con una mulatta appena conosciuta? Complimenti, ma se mai ci incontrassimo di persona ricordami di non stringerti neanche la mano. Io al posto tuo mi sarei disinfettato il picio col fuoco.

        1. Non credo con una ragazza carina. Sarei dovuto uscire con una tipa da 120kg. In Italia le one night stand esistono, ma sono solo riservate a calciatori, vip vari, strafighi con viso da 8 su 1.90 di statura o spacciatori/criminali.

  3. Geniale cazzo, sei un genio, e lei pure!
    Chiavarsi a pelle una mulatta appena conosciuta e venirle dentro è la definizione stessa del “miglioramento personale hardcore”!
    Sarebbe bello se ti avesse passato qualche bella malattia, e se tra un anno si rifacesse viva con un bel pupo tutto per te.

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