• Aprile 11, 2021

Testosterone, fitoestrogeni e PFA.

DiClass Alfa

Feb 10, 2021

Che cosa sballa il nostro sistema endocrino?

Ho accennato più volte su questo blog che la dieta moderna è uno dei motivi per cui il maschio medio si ritrova ad avere livelli di testosterone bassi rispetto a pochi decenni fa. In realtà non è molto facile capire perché il testosterone si sia abbassato tanto negli ultimi anni. Campi magnetici? Plastica? Alluminio? Stravolgimenti sociali?

Probabilmente i motivi sono molti, ed è difficile dare una risposta chiara sul fenomeno. C’è però una cosa certa, alcuni agenti esterni sono tossici per un maschio perchè abbassano il testosterone, o al contrario alzano gli ormoni femminili nel suo corpo. Possiamo infatti avere ottimi livelli di DHT o androsterone, ma se abbiamo troppo estradiolo il risultato sarà quello di essere fiacchi, grassocci, poco energetici, depressi e magari pure ricchioni! Uno scenario che dobbiamo evitare a tutti i costi.

Fitoestrogeni.

In natura è pieno di vegetali che contengono particolari molecole che si legano ai recettori degli estrogeni umani. Queste molecole variano in quantità, ma praticamente in ogni vegetale possiamo trovarli, dall’aglio alle carote passando per i legumi e i cavolini di Bruxelles. La dieta quindi ha un impatto forte sul totale di fitoestrogeni che assumiamo, e se il Giapponese medio ne assume circa 100mg al giorno, in Europa la dieta prevede 1mg di estrogeni in media.

Gli effetti dei fitoestrogeni possono essere diversi, alcuni sono antinfiammatori, altri sono antiossidanti.

È importante capire quali siano gli impatti sulla salute di un uomo, dato che l’assunzione dei fitoestrogeni è in rapido aumento in tutto il mondo.

Intanto bisogna dire che la maggior parte degli studi a disposizione rinforza gli effetti benefici. Tra i più importanti riduzione dei tumori e ritardo della comparsa di osteoporosi. Nelle popolazioni asiatiche ad esempio, che consumano moltissima soia, si registrano statisticamente meno tumori al seno e alla prostata rispetto ai popoli occidentali..

A noi ad ogni modo interessano gli effetti sul sistema endocrino maschile.

Sui giovani maschi di capra è stato dimostrato in questo studio che l’alto contenuto di estrogeni nella dieta alza il testosterone libero nel sangue. Ma noi, oltre a non essere capre, Sgarbi permettendo, non siamo erbivori.

Gli studi sugli uomini non sono mirati e per il momento gli estrogeni più studiati a tal fine sono gli isoflavoni di soia. Le osservazioni mediche fin’ora presenti non hanno potuto dimostrare un legame tra questi particolari estrogeni e la fertilità maschile o i livelli di testesterone. Bisogna precisare che i fitoestrogeni presenti nella dieta moderan sono molti, e che fin’ora non è stato fatto a sufficienza.

Dire che la soia ha effetti sul testosterone allo stato delle cose oggi è sicuramente fazioso.

Ad ogni modo sempre più medici sconsigliano agli uomini di consumare in abbodanza alimenti contenenti fitoestrogeni, in virtù del fatto che la situazione non è stata ancora del tutto chiarita.

Ecco quindi la lista dei cibi più carichi di fitoestrogeni che io, per sicurezza, evito o modero. Non sia mai che mi risveglio un mattino con la terza di seno…

AlimentoMicrogrammi di fitoestrogeni su 100g
Luppolo30000
Semi di lino e derivati379380
Soia e derivati103900 fino a 270000 (tofu)
Pane multicereali4799
Albicocche essiccate444
Datteri329
Semi di sesamo8008
Aglio605
Semi di girasole216

Precisiamo che la birra, pur contenendo luppolo, ha generalmente livelli di fitoestrogeni trascurabili.

Un nemico sistemico del testosterone.

Nell’industria moderna si usano delle sostanze denominate perfluoroarchiliche (PFA). Queste sostanze, divise in alcuni gruppi, vengono utilizzate per rendere antiaderenti le padelle, impermeabili ai grassi la carta, o come componenti di tessuti sintetici per tappezzerie e abbigliamento. È praticamente impossibile evitare il contatto con queste sostanze, che ormai sono diffuse nell’acqua e nel suolo di tutti i paesi del mondo. Altro problema è che il corpo non riesce a smaltire le molecole, che si legano alle proteine del sangue. Gli esseri umani moderni quindi, specie in zone critiche come le province di Padova, Verona e Vicenza, o alcune zone dell’Olanda, accumulano queste sostanze fino a livelli altissimi e preoccupanti. Se una quantità minima non è rilevante, gli effetti di alte dosi di PFA nel sangue possono avere conseguenze gravi per la salute.

Ma quali sono i principali materiali contenenti PFA, o il sottogruppo PFOA?

  • Pellicole antiaderenti di teflon delle padelle.
  • Vernici
  • Prodotti per la pulizia
  • Schiume antincendio
  • Cromature

Va ricordato che nelle zone con alta contaminazione anche l’acqua del rubinetto e i pesci possono essere ricchi di queste sostanze.

Proprio a Padova, uno degli epicentri dell’intossicazione mondiale da composti perfluoroarchilici, è stato fatto uno studio sugli effetti che queste sostanze hanno sul sistma endocrino maschile.

Tra i parametri presi a misurazione abbiamo il testosterone nel sangue, la distanza tra ano e genitali, il volume e la qualità dello sperma, misure antropometriche, lunghezza e circonferenza del pene, diametro dei testicoli, esame ultrasuoni dei testicoli. I volontari sono stati 383 tra il giugno 2017 e il maggio 2018.

I volontari sono stati divisi in due gruppi: esposti e non esposti alle sostanze. Tali gruppi sono stati determinati attraverso la misurazione dei PFA presenti nel sangue.

Nel gruppo si soggetti esposti è stata riscontrata una media significativamente minore per quanto riguarda la lunghezza del pene e il diametro dei testicoli. Anche le altre misurazioni relative alla zona genitale differivano tra i due gruppi.

I soggetti esposti hanno manifestato una qualità del seme ridotta.

Per quanto riguarda il testosterone il livelo dei soggetti esposti era più alto del normale. Test di laboratiorio hanno dimostrato che le sostanze PFA fungono da antagonista del testosterone, che non può quindi legarsi con efficacia ai recettori androgeni. Le conseguenze di questo processo possono portare all’infertilità del soggetto.

Lo studio dimostra come l’esposizione dei maschi a queste sostanze sia molto pericolosa per la loro salute sessuale. C’è dell’altro, la ridotta distanza tra ano e genitali sarebbe una chiara prova di un’anomalia avvenuta durante la fase di sviluppo del feto. Questo parametro infatti è utilizzato per valutare l’esposizione del feto al testosterone nell’utero materno, nella così detta “finestra di programmazione perinatale”. C’è un periodo della gestazione dove il feto è particolarmente sensibile al testosterone e questo determina la crescita della distanza tra ano e genitali, maggiore nei maschi.

I PFA sono utilizzati nell’industria da diversi anni. I primi dati di acque contaminate sono datati 1977, questo andrebbe a far ricadere le conseguenze su tutti gli uomini nato dopo il ’78.

Si parla molto di fitoestrogeni e testosterone, ma forse il nemico biochimico della nostra virilità è più diffuso e difficile da sconfiggere di una porzione vegana.

Una frittata “devirilizzante” cotta in una moderna padella antiaderente. Buon appetito!

Fonti:

Class Alfa

Appassionato di miglioramento personale. Esperto di chirurgia plastica e maxillofacciale, sociologia e gestione di micro impresa.

1 commento su “Testosterone, fitoestrogeni e PFA.”
  1. sostanze simil PFA ed estrogenizzanti sono presenti anche nei tessuti sintetici. Quelle belle magliette/canottiere/panatolincini tecnici traspiranti per fare running, palestra o attività sportiva ptrebbero essere molto pericolosi per il sistema endocrino. Non ci sono studi certi sugli effetti a lungo termine, ma per molti di quei tessuti si ha la certezza che rilascino pseudoestrogeni sintetici a contatto con la pelle, cosa aumentata da sudorazione e calore. PEr stare sul sicuro si dovrebbe prediligere il più possibile indumenti di cotone e tessuti naturali.

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