• Aprile 11, 2021

PUA: perché la figa moderna non riempirà mai la tua vita.

DiClass Alfa

Feb 20, 2021

La soddisfazione non può dipendere mai dall’esterno.

Una ventina di anni fa iniziava il fenomeno dei Pick Up Artist, un gruppo di autodefiniti artisti del rimorchio che si ponevano come maestri e massimi conoscitori della seduzione e delle donne. Gli anni del successo furono molti, e alcuni maestri PUA fecero parecchi soldi. Alcuni blog e forum di riferimento del movimento sono ancora attivi, come il sito So Suave. Tra i nomi più altisonanti sicuramente l’autore del libro “The Game” Neil Strauss, il blogger Roosh V e l’eclettico Mistery.

Il famoso Mistery, con unghie smaltate, cilindro in testa e mascara sugli occhi.

I maestri, ognuno con il suo stile unico, insegnavano agli imbranati di tutto il mondo come attirare ragazze, come mantenere il mistero o differenziarsi dagli altri con i sistemi più disparati. Comunicazione non verbale, contatto fisico, mentalità dell’abbondanza erano alcuni dei mantra più elaborati durante i seminari e le discussioni in forum dedicati.

In Italia iniziarono a nascere comunità online come Italian Seduction in cui si parlava di grandi numeri, “battute di caccia” nei centri commerciali e gestione di relazioni multiple in parallelo.

Anche da noi esplose il fenomeno della seduzione sul web. Chiunque abbia fatto qualche ricerca online a riguardo avrà visto almeno un articolo scritto da questo signore.

Il leggendario Carlo di seduction.net in un tentativo grottesco di peacocking.

Oltre oceano il fenomeno ha veramente visto decine di migliaia di ragazzi seguire i guru che iniziarono a scrivere libri e a fatturare milioni di dollari tra seminari e coaching personalizzato.

Anche nel bel paese si sono visti e si vedono tutt’ora personaggi autodefinirsi maestri. Il caso più eclatante è sicuramente quello dei ragazzi di Playlover Academy che esibiscono fatturato mensile a 5 cifre e migliaia di “studenti”.

Sebbene in Italia si riesca a fare ancora qualcosa, a livello globale il fenomeno PUA è ormai morto. Molti dei maestri sono ormai riciclati come blogger conservatori e teorici redpill, altri sono semplicemente spariti. In generale l’esplosione della Redpill come fenomeno di massa ha consentito a qualcuno di riemergere dalle ceneri e di cavalcare la crescente coscienza maschile per vendere ancora qualche corso, ma nulla in confronto a quanto si vedeva nei primi anni ‘2000.

Perché gli artisti del rimorchio hanno fatto il loro tempo?

Intanto il mondo è cambiato e oggi oltre il 70% delle interazioni tra i sessi inizia online tra app di dating e social network, che sono ormai diventati una vetrina personale anche sul mondo delle relazioni. Instagram, di fatti, è il sito di dating più grande al mondo e ogni giorno milioni di uomini cercano di attirare l’attenzione delle donne che restano le vere dominatrici dell’ambiente virtuale.

I vecchi consigli quindi non sono più del tutto validi in questo nuovo contesto. Oltre a questo su internet è stato possibile confrontarsi e gli appassionati hanno iniziato a paragonare le esperienze personali. Data l’innumerevole mole di dati che ogni anno si accumula su internet è possibile vedere, senza filtro, quale sia la reale natura femminile. In questo contesto di ipergamia aperta ed esplicita c’è ben poco da fare i Maestri.

Uno dei tanti dati ora disponibili. In passato l’uomo medio non sapeva quanto le donne fossero selettive per natura.

Sebbene i concetti di base dell’arte del rimorchio siano validi per la crescita personale di ogni uomo, tutto l’alone di mistero è venuto meno. Oggi chiunque sappia accedere a internet ha modo di raccogliere numerose informazioni gratuite. Non c’è più niente di nascosto, gli uomini hanno capito che le donne tendenzialmente guardano solo l’aspetto fisico e la posizione socio economica.

Se da giovani mettono enfasi sull’estetica, con il passare degli anni iniziano a ricercare la sicurezza e la stabilità che solo un uomo solido economicamente può garantire. Fine della storia. Il resto è tutto contorno a questa realtà di base dimostrabile da milioni di tera-bite di dati, foto, sondaggi.

La verità di fondo dietro all’inesorabile fine del fenomeno PUA però è probabilmente un’altra. Chiunque si sia interessato a questo mondo ha potuto constatare che per quante donne si possano rimorchiare la felicità non può mai dipendere da una vagina. Per quanto il numero di successi possa crescere il problema di fondo non viene risolto.

La maggioranza dei ragazzi che si rivolgevano ai pick up artist e che oggi si rivolgono a Playlover Academy sono giovani uomini di base molto insicuri. L’insicurezza, la frustrazione e il malessere che caratterizza sempre più uomini moderni non si risolve con qualche scopatina, magari con una tipa alta 1.50 per 75kg spacciata per modella da 8. Non è questo che ti rende più uomo. Non è il sesso che ti rende più soddisfatto. Il rimorchio, la promiscuità, il successo con le donne possono essere tutt’al più una fase, ma non possono mai costituire il centro della vita di un Uomo. Le donne non potranno mai dare ad un uomo serenità e senso alla vita. Questo è il motivo per cui tutti questi fenomeni sono passeggeri, perché non vanno a risolvere il problema sottostante che colpisce gli uomini del nostro tempo.

Fermati a riflettere. Nel 1940 un ragazzo di 25 anni avrebbe pagato profumatamente un altro uomo per insegnargli a interagire con le donne? Certo che no. Questi fenomeni sono tremendamente moderni perché il problema da risolvere è moderno. Il ragazzo che paga la consulenza per perdere la verginità a 30 anni ha qualcosa di più profondo da risolvere, qualcosa che va ben al di là della sfera sessuale: vuole diventare un Uomo.

Questo è il problema dei ragazzi di oggi, arrivano in età avanzata senza essere uomini, senza lasciarsi alle spalle i problemi dell’adolescenza, senza comprendere il proprio ruolo nel mondo. Le cause sono diverse, prima fra tutte ovviamente l’emancipazione femminile che si è rivelato il più grande errore fatto dall’Uomo occidentale. Senza più donne valide da conquistare e con cui costruire qualcosa gli uomini hanno smesso di attribuire senso alla loro vita. Senza “il premio” la fatica non ha più senso. Questo è il grande problema che ha rovinato le ultime tre generazioni di uomini, diventare un Re non ha senso se non si può condividere il trono con una Regina.

Ma è proprio questo il problema! È proprio questo l’errore di fondo che fanno i ragazzi moderni che vogliono sentirsi soddisfatti conquistando il più alto numerno di donne possibile. Il mondo è profondamente cambiato e bisogna adattarsi per poter sopravvivere. Non è un caso che tra i maschi i suicidi siano in aumento, e che sempre più persone assumano psicofarmaci, perché ci hanno privato del premio facile e raggiungibile, la donna casta e vergine con cui costruire una famiglia, che prima dava il senso alla vita dell’uomo comune. Tutto questo non esiste più e non ci si può illudere di sostituire quello che erano le donne del passato con quello che oggi sono diventate. Non basterebbero un milione di scopate con altrettante troiette moderne plurisborrate per sostituire il piacere e la soddisfazione che i nostri nonni provavano a costruire una vita e una famiglia con la loro moglie, sacra, vergine, illibata, devota.

Bisogna accettare che i tempi sono duri e che essere un uomo è diventato un lavoro difficilissimo, per pochi. Per questo sempre più ragazzi ci rinunciano diventando omosessuali o direttamente transessuali.

Sempre più ragazzi decidono di accedere ai vantaggi femminili diventando trans.

Non possiamo in nessun modo illuderci di trovare una soluzione ai nostri problemi diventando artisti del rimorchio semplicemente perché il gioco non vale la candela. In questa fase di edonismo e totale relativismo dei valori dobbiamo diventare uomini contando solo su noi stessi. La serenità che prima era nella famiglia, nella casa, nel focolare, nella moglie oggi va ricercata altrove. Non tutti ce la faranno, e sempre più uomini cadranno nella depressione, nel nichilismo, nella vita da neet, nel suicidio. Anche questa, in fondo, è selezione naturale.

L’unica strada che può percorrere un uomo per raggiungere la serenità, la pace, l’armonia è quella dell’autonomia emotiva totale. Dobbiamo trovare solo dentro noi stessi la felicità, e mai commettere l’errore di far dipendere il nostro stato emotivo da una donna moderna. Questa è la grande sfida che abbiamo davanti, altro che uscire a rimorchiare. Dobbiamo imparare a stare da soli per non sentirci mai soli. Dobbiamo cercare dentro di noi quello che vorremmo trovare fuori.

Solo così potrai avere equilibrio, potrai essere un Uomo e riuscirai a vivere in serenità un’eventuale relazione con una donna. Perché se è vero che le donne moderne sono quasi tutte promiscue e deludenti è anche vero che l’uomo medio è un bambino cresciuto che frigna davanti a tutto. Se non diventi autosufficiente, se non raggiungi l’equilibrio da solo potresti perdere quelle poche occasioni valide che avrai in futuro di legarti con una donna di valore.

Il rimorchio, come dicevano i “maestri”, è un gioco e tale deve restare, la vita è altro.

Class Alfa

Appassionato di miglioramento personale. Esperto di chirurgia plastica e maxillofacciale, sociologia e gestione di micro impresa.

6 commenti su “PUA: perché la figa moderna non riempirà mai la tua vita.”
  1. Anche se fatto implicitamente hai avuto il coraggio di dire che la condizione dell’omosessuale dipende (anche) dalla volontà (e quindi non esclusivamente da presunte e immutabili predisposizioni genetiche).
    Non certo politicamente corretto come pensiero……per questo ti faccio i complimenti.
    Il politicamente corretto sta rovinando la nostra società-
    Bravo.

    1. Ho conosciuto due uomini nati con micro pene, uno è diventato gay e l’altro ora è trans. Quando madre natura non ti fornisce del principale strumento per essere uomo se vuoi una vita sessuale dignitosa devi usare la porta sul retro. Sono convinto che in qualche modo nel nostro DNA ci sia questa opzione, in determinate situazioni diventiamo gay per non impazzire. Probabilmente è un meccanismo di difesa, di sopravvivenza. Difficilissimo dare una risposta, solo che non mi piace chi liquida la questione in modo estremista con “sono malati” o “sono normali come gli altri”.

      1. Beh…..di recente Gabriel Garko, uno degli attori dal valore estetico più alto del mondo dello spettacolo ha fatto coming out. Se fosse stato etero non avrebbe certo avuto problemi a trovare da scopare.
        E invece pare che abbia dovuto far finta di essere il fidanzato di alcune belle donne per non rovinare la sua immagine come attore.
        Aveva tutto lui come aveva tutto anche Ricky Martin e Miguel Bosè……. E mettici pure Tiziano Ferro….tutta gente che con il proprio look e status avrebbe potuto fare stragi di figa…..
        Insomma…diversa la situazione dell’ergastolano che se vuole sopravvivere in un ambiente coatto deve femminizzarsi di fronte ai maschi più dominanti……

  2. È per questo motivo che i calvi in genere tendono ad essere più gay?
    Secondo te, metti caso tutti gli uomini del mondo ricevessero gratuitamente una serie di interventi chirurgici per raggiungere il massimo potenziale estetico e successivamente diventassero gay, in che situazione si verrebbero a trovare le donne?

    1. La correlazione tra calvizie e omosessualità mi sembra un po’ azzardata. Considera che la calvizie è correlata all’età, ma non mi sembra che l’omosessualità sia correlata all’invecchiamento. Dovresti andare a vedere i social di locali e discoteche gay e vedere se in foto vedi molti pelati.

      Se tutti gli uomini del mondo diventassero gay, indipendentemente da operazioni chirurgiche, le donne impazzirebbero tutte dato che una donna senza la guida e l’influenza di un maschio nella sua vita, prima padre e poi marito, è totalmente schiava delle sue emozioni e dei suoi istinti e non ha una visione del proprio futuro.
      I gay se la spasserebbero alla grande, mentre le donne sarebbero alla fame TUTTE. L’opzione di far carriera con la figa, per esempio, verrebbe meno. Anche il risolversi la vita sposando un uomo ricco… La prostituzione, reale o virtuale, sarebbe annichilita. Sarebbe la fine per loro, e per l’Umanità tutta…

    2. Mi sembra che siano più i parrucchieri (oltre che gli stilisti e i coreografi) ad essere tendenzialmente gay.
      Gente che comunque frequenta ambienti dove il look, di cui il capello è una parte essenziale, è fondamentale….e dove se uno è calvo è penalizzato. Se poi si passa alla categoria trans, le iniezioni di ormoni dovrebbero combattere in maniera risolutiva la calvizie androgenetica…sta di fatto che di gay famosi pelati mi viene in mente solo Platinette…che fra l’altro mette la parrucca….

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