• Ottobre 4, 2022

Cos’è il NOFAP.

DiClass Alfa

Gen 7, 2021

La prima moda anti porno del web.

Nell’ormai lontano 2003 un gruppo di ricercatori cinesi arrivò a riscontrare variazioni del livello di testosterone endogeno in base all’astinenza sessuale. Lo studio voleva analizzare le correlazioni tra livello di testosterone libero ed eiaculazione. Mentre gli studiosi riscontravano livelli costanti durante tutti i primi giorni, una brusca impennata dei livelli si verificava al settimo giorno di astinenza, per circa il 145%. Sebbene il campione fosse di soli 28 persone questo studio documentò per la prima volta la periodica variazione del livello di testosterone in un uomo sano e la sua correlazione con l’eiaculazione.

Qualche anno dopo, la diffusione di questo studio nelle comunità maschili virtuali fece esplodere il movimento “nofap”, letteralmente “ niente seghe”, che di fatto divenne parte della crescente comunità maschile virtuale e del fenomeno della Questione Maschile o Manosphere.

Nacque così la “nofap challenge”, la sfida a non masturbarsi per almeno 90 giorni, estesa poi a differenti durate.

Da subito i seguaci del Nofap videro in questa sfida non solo l’occasione per verificare su se stessi l’aumento del testosterone, ma anche per mettere alla prova più in generale la propria forza di volontà. Negli anni moltissimi giovani uomini hanno provato a smettere di masturbarsi per lunghi periodi e i report personali sul web ormai sono migliaia. Anche Yotube è pieno di queste testimonianze, solo per citarne una quella del famoso Conor Murphy.

Al Nofap si lega sicuramente anche il concetto di semen retention. Secondo questa dottrina evitare di eiaculare per lunghi periodi porterebbe all’uomo moltissimi miglioramenti, dal ritorno del focus mentale fino a una riscoperta autostima.

Semen retention e Nofap però non sono sinonimi. Se il primo si limita al non eiaculare, e può anche prevedere rapporti sessuali senza espulsione di sperma, il secondo si concentra sull’evitare la pratica di masturbarsi e in particolare quella di masturbarsi sui porno.

Il fenomeno NoFap ha infatti costruito il suo successo attorno alla lotta al consumo di pornografia, considerato come un vero mostro da combattere.

Ora perchè dovrebbe essere così beneficiario per il nostro cervello smettere di masturbarci? La prima motivazione è che evitiamo di fare qualcosa di cui ci vergognamo. Chi di noi almeno una volta nella vita non è stato beccato mentre si strozzava il tacchino? La vergogna in certi momenti è molta, lo so, ma non è necessario essere beccati sul fatto. Spesso dopo esserci masturbati ci sentiamo depressi e mosci, non solo là in mezzo. Masturbarci in un certo senso non ci piace e spesso lo vediamo come una semplice necessità, come defecare o mangiare. <<dopo pranzo caffè  e sega>> sembra essere la routine di milioni di impiegati moderni. Sarebbe curioso riflettere su come la masturbazione maschile sia vista da tutti, anche da chi la pratica, come qualcosa di cui vergognarsi, mentre la masturbazione femminile è vista come progressista, eccitante e mai deprovevole.

Masturbarci ci fa soddisfare in modo facile a autonomo il nostro naturale impulso sessuale. Se con un clic posso vedere una bella figa nuda e godere è molto più difficile che mi alzi dalla sedia e vada al bar sotto casa a “caccia”. Inomma ci spinge sempre di meno a provarci per davvero, a cercare sesso reale anzichè autoerotismo.

Masturbarsi è una gran perdita di tempo dato che la sessione media di un pornosegaiolo on line è di 12 minuti, questo senza contare il tempo perso a pulirsi e a disfarsi del fazzolettino sborrato. Per alcuni la pornografia è un impegno che ruba diverse ore alla settimane. Alcuni visionano decine di video prima di decidersi su quale venire.

Questi sono alcuni dei motivi per cui sarebbe un bene eliminare o per lo meno mitigare la masturbazione. Come potete vedere, almeno a me, i problemi con la masturbazione rimandano in un modo o nell’altro al porno. Credo che il porno sia il vero nemico, e non la masturbazione. Il porno online è uno strumento potentissimo che fino a pochi anni fa non esisteva, mentre gli uomini tirano il collo al coniglio fin dalla notte dei tempi. Probabilmente, 2000 anni fa, mentre la “”vergine”” Maria era a “colloquio” con Gabriele il buon Giuseppe stava onorando la sua professione di falegname facendosi una sega.

I problemi con il porno sono molti. Intanto, come detto, ti da un premio troppo facile e ti abbassa gli stimoli dal cercarti una reale occasione sessuale. E poi data la sua facile accessibilità si sviluppa facilmente in una dipendenza, con tutti gli effetti distruttivi che una dipendenza può avere su un individuo. A furia di segarsi poi ci si ritrova a fare ricerche semprè più estreme, e ci si avvicina con la fantasia a cose che altrimenti non avremmo mai pensato. Il porno, probabilmente, distorce la sessualità degli uomini. La pornografia, dato curioso, ha guidato i più recenti sviluppi nel mondo della tecnologia, e se non li ha guidati li ha favoriti e diffusi. Indovinate dove si sono fatti i primi pagamenti online? Su un sito porno, esatto. E andando un passo indietro, quanto pensate che il porno, di tutti i tipi, abbia aiutato la diffusione di internet? Moltissimo.

Il porno è uno strumento potente e i danni che può creare alla nostra mente sono indubitabili. Prima un uomo smette di consumare porno e prima riuscirà a riprendere in mano la sua vita.

Leggi il mio articolo sui danni che il porno fa al tuo cervello per saperne di più.

Tornando per un attimo al “nofap” io credo che si sia dato troppo valore a questo discorso. Intanto perchè di tanto in tanto non penso che faccia male praticare autoerotismo, e poi credo che nofap rappresenti un brusco passaggio da un estremo all’altro. Non ha senso, e infatti si fallisce quasi sempre, passare da segarsi come un turco a vivere da eremita cappuccino. Gli estremismi non sono mai sani, e sul lungo periodo se ne pagano le conseguenze. E poi credo che ci sia un errore di fondo. Non devi cercare di cambiare la tua persona attraverso un comportamento, ma devi al contrario cercare di  ridiscutere le tue priorità. L’ideale quindi è riscoprire nuove ambizioni e un nuovo stile di vita sano, funzionale a tali ambizioni, che ci porti automaticamente a smettere di praticare comportamenti malsani. In questo contesto di rinascita può avere senso mettersi alla prova con l’astinenza, ma deve essere parte di un percorso di miglioramento di più ampio respiro.

E anche per oggi è tutto, buona segata….ehm…..buona serata.

Class Alfa

Appassionato di miglioramento personale. Esperto di chirurgia plastica e maxillofacciale, sociologia e gestione di micro impresa.

1 commento su “Cos’è il NOFAP.”
  1. Ottimo articolo, peccato solo per la blasfemia sulla Sacra Famiglia. Oltre all’aspetto religioso, trovo un po’ illogico che un sito che giustamente critica la società contemporanea si metta a prendere in giro quella religione che storicamente, fino all’infausto Concilio Vaticano II, ha fatto da argine alle derive odierne.

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