• Settembre 23, 2021

La verità sulla calvizie.

DiClass Alfa

Mag 5, 2021

Ecco un video ripescato dai miei archivi. In questo caso era stato fatto per il canale “Incel Italia”, anche quello ovviamente bannato a vita dagli amici di (((Youtube)))

Do a tutti i miei lettori la facoltà di scaricarlo e caricarlo dove vogliano.

Class Alfa

Appassionato di miglioramento personale. Esperto di chirurgia plastica e maxillofacciale, sociologia e gestione di micro impresa.

15 commenti su “La verità sulla calvizie.”
  1. Hai fatto esempi di attori Hollywoodiani….Bruce Willis, Win Diesel….ma che mi dici del nostro Stefano Bettarini?
    Non è per nulla un’icona o un mito, vive partecipando a reality abbastanza trash eppure fra le sue prede ci sono donne che a cui tutti quanti sarebbe piaciuto dare una bottarella….. Qual’è la tua analisi?

      1. Ma ci sono un sacco di altri bellocci, anche più intelligenti e in gamba di lui, che non hanno problemi di capelli eppure non hanno il medesimo successo.
        Per dire…. la gregoraci a lui l’ha data….a quello che ci provava al grande fratello no.
        E se è obbligato anche lui a fare tutti questi reality trash significa che che non ha tanti soldi come Briatore….

  2. Io che soffro di calvizie sottoscrivo ogni parola.
    Una cosa che vorrei dire alle donne che dicono “non voglio un figlio che diventerà pelato” è che la calvizie non si trasmette per forza solo padre-figlio, ma il gene lo si può anche prendere dalla madre, anzi molto spesso è più forte la correlazione con il nonno materno che quella con il padre.

    1. Non credo che il problema sia il timore di avere un figlio a sua volta pelato, anche perchè (oltre al fatto che dici tu) la maggior parte delle donne in realtà sogna di avere una figlia femmina….che i capelli li avrà comunque a prescindere dalla chioma paterna.
      La calvizie penalizza soprattutto nelle fasce di età più giovani, perchè come diceva anche il blogger la perdita dei capelli ti sembrare più vecchio prima del tempo e quando si è giovani e adolescenti la pettinatura è un modo di comunicare che se viene a mancare per cause naturali toglie al ragazzo uno strumento molto importante per affermare la propria identità ed esprimere la propria personalità o, per esempio, la propria ribellione o, in alternativa, seguire la moda del momento.
      Quindi, anche se di fatto dal punto di vista pratico, fisico ed evoluzionistico non servono a un cazzo, i capelli hanno una funzione comunicativa che può avere ripercussioni sull’attrazione fisica, la calvizie non è mai in vantaggio, anche se in uomini privi di altri importanti difetti estetici può anche non essere decisiva ai fini dell’attrazione fisica.
      Io questa cosa la vedrei come un infortunio al ginocchio per un calciatore…c’è chi dopo l’infortunio chiude la carriera e chi invece continua a giocare magari vincendo trofei e togliendosi soddisfazioni.
      E pur essendo la calvizie un fattore estetico, trovo che abbia una forte correlazione con lo status: in una competizione con un rivale per la conquista di una ragazzina non avere la possibilità di farsi la cresta uguale al suo cantante preferito è un qualcosa che può indubbiamente penalizzare….
      Poi…dopo i 30-35 anni la cosa assume un’importanza secondaria..anche perchè alla schiera dei pelati si aggiungono altri che magari prima non lo erano e le donne cominciano a dare meno importanza alla cosa….
      Concludo il discorso dicendo che comunque….anche se Belen fosse pelata maschi disposti a scoparsela ne troverebbe lo stesso…..e suppongo che lo stesso concetto valga per le donne…

    2. In effetti, e pensare che molti di noi (sottoscritto incluso) si tatuano i capelli sullo scalpo, si imbottiscono di farmaci pericolosi per gli ormoni e lozioni piene di estrogeni e mettono soldi da parte per farsi squartare la capa al fine di recuperare una cosa “inutile” ma fondamentale per attrarre

      1. Ti dico come funziona la questione dei capelli secondo me.
        In realtà non è la mancanza di capelli in se… che fa scendere il livello di attrazione.
        Esempio: una tipa accetta l’invito, diciamo per una ONS, di un uomo dall’alto valore estetico che ha selezionato sui social o sulle app… (e quindi il belloccio ha passato la rigida selezione estetica per accedere all’appuntamento) e costui si presenta all’appuntamento rasato a zero, magari perchè la mattina il parrucchiere lo ha lasciato nelle mani del suo apprendista che ha combinato un casino con la macchinetta…..
        Ecco….non credo proprio che alla fine lei non gliela darà perchè in quel momento non ha i capelli, nè gli chieda di rimandare la scopata a quando saranno ricresciuti.
        Perchè comunque a lui i capelli ricrescono…..il non averli sarebbe solo una questione temporanea.
        Il problema quindi non è averli o non averli quando scopi con la tizia (che poi magari non vedi più) ma il fatto che ricrescano o meno. E’ questo che fa la differenza: sapere che quei capelli non ricresceranno ti fa entrare nella “categoria ” dei pelati. Ed entrare in una categoria significa status……
        Quando la tizia racconterà alle sue amiche la scopata con il belloccio…..a cui nel frattempo i capelli saranno ricresciuti più sani e forti di prima….il fatto che mentre lei lo spompinava lui fosse momentaneamente sprovvisto di chioma, sia ai suoi occhi che a quelli delle amiche, sarà in dettaglio assolutamente irrilevante.
        Tutto questo cambierebbe, invece, se l’amica (magari invidiosa ma anche più sgamata) scoprisse che in realtà il belloccio porta il parrucchino…allora si che la tizia si incazzerebbe e si sentirebbe truffata, e magari potrebbe addirittura pensare di denunciarlo per violenza. Tutto questo cosa dimostra? dimostra che dietro la percezione della calvizie da parte della donna ciò che fa la differenza non è la pelata in se…ma l’irreversibilità della stessa. E difatti, per i ragazzi il problema si pone quando si rendono conto di essere entrati in una delle fasi della scala di norwood …. perchè a quel punto, anche se in quel momento i capelli ci sono ancora, la donna che capisce che nel giro di qualche anno diventeranno pelati non li guarderà più con gli stessi occhi e non varrà il discorso: “beh ma tanto se dobbiamo scopare ora per una notte, e poi non ci vediamo più…. che ti frega se fra 10 anni non avrò più i capelli?”

  3. Il fatto che il perdere una cosa inutile, che non dà nessun vantaggio pratico come i capelli, sia una tragedia fa capire in che mondo pagliaccio viviamo.

    1. Il blogger ha introdotto un aspetto che secondo me va messo meglio in evidenza perchè non compreso da molti: la calvizie pur essendo una caratteristica intrinsecamente estetica, nelle dinamiche uomo-donna agisce di fatto come elemento che diminuisce il fattore Status.
      Prendiamo l’esempio della ragazza che lascia il fidanzato che comincia a perdere i capelli. Quali sono le sue motivazioni? I genitori, le amiche (soprattutto) e i genitori svolgono una funzione di condizionamento importante. Sono loro che fanno capire alla ragazza che potrebbe “avere di meglio”…che lui non è abbastanza per lei. E il belloccio dell’ufficio che la corteggia è solo la conferma. Ma se ci pensi avrebbero potuto dire la stessa cosa per un disoccupato, un delinquente o qualunque altra categoria sociale…. A quel punto la ragazza comprende che per avere maggior considerazione da parte della gente che la circonda deve accompagnarsi ad un soggetto dallo Status più elevato.
      La controprova, sul fatto che la calvizie significa abbassamento di status…è la riprovazione della gente nei confronti dei rimedi posticci: il parrucchino, il trapianto, riporto, ecc: di fatto la società condanna in maniera implacabile chi cerca di fingere di non essere pelato, come se fosse un impostore…..chessò un medico che esercita falsificando il diploma di laurea.
      Infatti, a livello di figure di merda che uno potrebbe fare ad un appuntamento con una donna cosa potrebbe superare, per esempio, perdere il parrucchino sul più bello? Questo perchè la società punisce severamente chi cerca di barare sul proprio Status….

      1. Intanto uno prova, densità permettendo, a pigmentarsi in modo da sembrare rasato e non pelato in modo da non sballare le proporzioni facciali (tra rasato con ricrescita e pelato c’è differenza, specie quando passandogli la mano i miniaturizzati camuffati da pigmenti risultano ancora forti), in seguito si fa un trapianto, se riesce ha più o meno risolto, in quanto se non ti conosceva prima che eri nella scala di Norwood non si porrà nemmeno il problema

        1. Ci sarà sempre qualcuno che rivelerà il trucco…..e sarei sempre esposto alla figura di merda che non ti verrà perdonata….. Può funzionare solo se hai un turnover di donne molto veloce che non si conoscono fra di loro e non conoscono gente del tuo giro……
          Fai prima a risparmiare i soldi e il tempo e andare a mignotte….

  4. Ciao, non so se ti ricordi di me, sono quello che ti ha proposto la finasteride ed il trapianto.
    Ebbene, la calvizie se ci pensi in tempo puoi arrestarla o rallentarla, e mi sto preparando al trapianto, eppure ci ho pensato troppo tardi per il frontale, infatti per farmi la tricopigmentazione mi sono dovuto rasare e fare effetto rasato, ma la densità in modo da portarli lunghi pur essendo norwood 3 no, ma meglio di nulla.
    I rimedi sono tanti, trapianto, tricopigmentazione, al limite anche le protesi, ma ci devi stare dietro tutta la vita e in alcuni casi pensarci all’inizio senza indugiare mai dato che nel business dei capelli che se ne vanno non ci sono seconde chance, perchè l’AGA è una maledizione di cui non ci si libera in maniera semplice.

    1. Tutta la problematica della calvizie dipende dal fatto che non esistono cure realmente efficaci per contrastarla…ma solo rimedi posticci che oltre ad essere costosi danno più svantaggi in termini di immagine che vantaggi estetici.
      Basta vedere come online spopolino i siti che “segnalano” i vip che si sospetta abbiano fatto ricorso a questo tipo di soluzioni per contrastare la perdita di capelli, con la stessa solerzia con cui la guardia di finanza denuncia un evasore fiscale.
      Ma la sostanza è che per il comune modo di pensare chi è pelato rimane pelato….a prescindere dal rimedio (mai definitivo) utilizzato…quindi chi ha fatto qualcosa di innaturale è un imbroglione….quasi come un ciclista che si è dopato.
      Solo se trovassero una cura efficace e alla portata di tutti le cose potrebbero cambiare, secondo me….perchè in quel caso restare senza capelli sarebbe una scelta, pari a quella che può fare un capellone che se li taglia momentaneamente.

  5. Servono più blog come questo su internet che sputano la verità in questo mondo pieno di ipocrisia! Comunque ti seguivo da quando avevi aperto il canale YouTube purtroppo bannato perché la redpill è troppo scomoda in questa società. Comunque secondo me dovresti prendere seriamente l’ipotesi di scrivere un libro, in cui racchiudi tutte le verità e le crudezze di questo blog e del mondo redpill, secondo me creeresti molto scalpore! Comunque secondo te, per un ragazzino adolescente, potrebbe essere “nociva” la redpill da un punto di vista psicologico? Come pensi che la redpill possa aiutarlo a migliorare se è una verita troppo amata da digerire? Cari saluti!

    1. Non sono l’autore del blog, ma voglio comunque dire la mia.
      La fase migliore per assimilare la redpill secondo me è proprio l’adolescenza perché hai tutto il tempo per lavorare su te stesso e la consapevolezza di come funzionano i rapporti in realtà e del cosa offre esattamente il “magico” mondo femminile potrebbe evitare delusioni e perdite di tempo.
      Però tutto questo funziona a patto che venga presentata bene, cioè in maniera propositiva e non con discorsi depressoidi del tipo “sotto il 7 non è vita”.

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